Sabato 26 novembre 2011 il Gruppo94 di Amnesty International – Circoscrizione Lombardia ha presentato allo Spazio K in via Spalato – Milano, lo spettacolo teatrale “La Scelta – E tu cosa avresti fatto?” di Marco Cortesi e Mara Moschini.
Questo toccante esempio di teatro narrazione raccoglie testimonianze di persone che, durante il conflitto bosniaco, hanno scelto la solidarietà e il coraggio contro l’odio e la paura dominanti. Sette storie che in modo semplice ma estremamente incisivo, richiamano le colonne portanti della campagna di Amnesty International “Per un’Europa senza discriminazione”: contro la persecuzione, l’esclusione e la discriminazione sulla base di sesso, razza od origine etnica, nazionalità, religione o su altri aspetti relativi all’identità e alla coscienza di ogni individuo.
L’impegno di Amnesty International diventa anche quello di fare da ponte verso queste persone che, come individui singoli e come prigionieri di coscienza, cercano di opporsi alle discriminazioni perpetrate dagli stati.
Questa volta le guerre nei Balcani, che per tutta l’Europa hanno rappresentato degli orrori che sembravano irripetibili dopo la Seconda Guerra Mondiale, diventano esempio positivo di come la scelta e l’agire individuali possano delineare la differenza tra ciò che è giusto e ciò che non lo è, in un messaggio universale riconducibile all’Europa di oggi.
Il Gruppo94 di Milano ha fatto un banchetto di raccolta firme con la possibilità di acquistare gadget amnesty, in particolare le candele di Natale. In linea con le motivazioni che hanno portato alla scelta dello spettacolo abbiamo portato 4 petizioni sui prigionieri di coscienza: Tavakoli in Iran, Filep Karma in Indonesia, Rachid Nini in Marocco e Norma Cruz in Guatemala.
All’inizio dello spettacolo Alberto Trapani, responsabile del gruppo, ha illustrato brevemente le motivazioni che hanno fatto sì che scegliessimo di organizzare lo spettacolo, ringraziando Marco e Mara per la loro enorme disponibilità
Marco, com’è solito fare in mezzo alla rappresentazione, ha lasciato spazio ad un esponente di Amnesty International. Nel nostro caso è intervenuta Alba Bonetti, Responsabile Amnesty International Lombardia, che ha sottolineato come, a livello personale, questo conflitto e il modo in cui si è scatenato, violentemente e in maniera inaspettata, l’abbia sconvolta perchè nessuno immaginava che potesse scatenarsi qualcosa di simile dopo gli orrori della II guerra mondiale. Ha inoltre evidenziato come, così come fa Amnesty, anche le persone delle testimonianze lottino e alzino la voce, magari senza consapevolezza ma nei fatti, in nome dei diritti umani e come sia giusto far sentire le loro voci.
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