Cremona: c’è un gruppo Amnesty in formazione

Il 13 novembre, al consiglio regionale di AI, è stato presentato il gruppo Amnesty in formazione della città di Cremona. Riportiamo il breve ma significativo discorso che Giovanna Mosconi, responsabile del gruppo,
ha presentato a nome di tutto il gruppo.

L’illuminista tedesco Lessing sosteneva che se Dio gli avesse offerto nella sua mano destra la verità e nella sinistra soltanto l’esigenza di cercarla, anche a costo di errori incessanti egli avrebbe scelto il dono della mano sinistra.

Credo sia stato anche questo bisogno di cercare la verità ad avvicinarci ad un movimento importante, serio e accreditato come Amnesty International e a portarci oggi, non senza emozione, ad essere qui con voi. Siamo e vogliamo essere cosmopoliti, ma è evidente che esserlo in questo mondo globale e globalizzato è così difficile che nessuno può avere la presunzione di affidarsi esclusivamente alla propria intelligenza. Se a dispetto dell’enorme flusso di dati di cui disponiamo, su alcune realtà esiste un blackout e una deformazione delle informazioni, il bisogno di affidarsi ad una istituzione umanitaria credibile come AI diventa vitale.

Nella vita quotidiana lavorare in gruppo è il modo migliore per perseguire questa ricerca nello stile del dialogo e del confronto con gli altri. Uno stile bellissimo e al tempo stesso innegabilmente problematico, una insostituibile scuola di tolleranza.

Il nostro gruppo di amici (non siamo partiti come amici ma lo siamo diventati strada facendo) si è costituito con la forza aggregante di certe idee e desideri forti e profondi che ovunque nel mondo muovono a stringersi nella leopardiana “social catena”.

Con lo scrittore latino Terenzio siamo tutti sostenitori del fatto che niente di ciò che è umano può essere ritenuto a noi estraneo, ma nel mare magnum delle storie del mondo scegliamo di restringere il campo per poterci meglio concentrare sull’umanità dolente.

Amnesty International lavora per noi portando alla luce realtà nascoste e puntando la luce su quelle che ci rendono indegni di essere considerati uomini.
Noi vorremmo alimentare questa fiamma accesa da AI col piccolo contributo di energie coraggio fantasia e creatività che insieme possiamo produrre a servizio del bene e del rispetto dei diritti umani.

Con umiltà, naturalmente. Perché entrare in AI chiede l’umiltà di imparare uno stile, una serie di regole e di prassi; ma anche con la fiducia nella possibilità di incidere sul corso del mondo, sul progresso dell’umanità.

Riconosciamo il valore della gratuità: le cose più importanti e più belle della vita hanno un valore incalcolabile e si fanno, si possono fare solo gratis.

Infine la coscienza dei nostri diritti e la determinazione a difenderli in ogni modo ci porta alla consapevolezza di vivere in quella parte di mondo che ha contratto molti più debiti che crediti e ci spinge ad agire nella ricerca di un maggiore equilibrio.

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Pubblicato da Gruppo AI di Cremona in formazione
nella rubrica Segnali news
il 7 gennaio 2012

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